venerdì 31 ottobre 2008
giovedì 30 ottobre 2008
Diossina e Tumori
Parlare di diossina ( TCDD o “diossina di Seveso”) oggi significa parlare di un inquinante che è diventato ormai il simbolo dell’inquinamento del nostro pianeta e dalla cui contaminazione nessuno può ritenersi esente. Un editoriale recentemente comparso su Nature, riferito a nuovi meccanismi d’azione della TCDD indipendenti dal legame con il recettore AhR e che comportano la formazione di enzimi atipici, alteranti la fisiologica degradazione dei recettori steroidei, conclude con questa frase : “il nostro eco sistema è ormai un esperimento chimico-biologico su larga scala, in cui siamo contemporaneamente coloro che sperimentano e coloro che lo subiscono, speriamo che tutto vada a buon fine, ma solo il tempo lo dirà”.
Un primo fondamentale concetto è quindi che, di fronte ad una contaminazione di cui nessuno può ipotizzare compiutamente effetti e conseguenze, dovrebbe essere assunto un atteggiamento di massima precauzione, evitando il più possibile l’immissione nell’ambiente di inquinanti pericolosissimi e persistenti quali la diossina. D’altra parte di fronte alla crescente incidenza di patologie cronico/degenerative che comportano enormi costi sociali, umani ed economici anche di recente è stata ribadita l’importanza di un approccio “sistemico” alla salute umana, che non può più contemplare solo il versante terapeutico ma deve riscoprire il ruolo della Prevenzione Primaria.
Diossina: caratteristiche, tossicità, meccanismi d’azione e fonti.
La tossicità della diossina (TCDD) e dei suoi congeneri è correlata al livello di affinità per il recettore AhR (aryl-idrocarbon receptor) e per quanto la letteratura sulla TCDD e soprattutto sulle funzioni del recettore AhR sia crescente, ancora oggi si è alla ricerca dei fisiologici ligandi dell’AhR. L’AhR è ampiamente conservato nella filogenesi ed ha certamente un ruolo determinante nell’ontogenesi come studi su animali transgenici hanno dimostrato; in particolare l’ AhR sembra avere un ruolo chiave per il normale sviluppo dei sistemi immunitario, vascolare, emopoietico, endocrino ed è coinvolto nelle più disparate funzioni cellulari ( proliferazione, differenziazione, apoptosi) fino alla regolazione del ritmo circadiano.
Ma non essendo ancor oggi del tutto noti i fisiologici ligandi e quindi le funzioni esplicate, non è possibile conoscere compiutamente le alterazioni provocate da molecole agoniste, quali la TCDD. A maggior ragione inoltre un atteggiamento prudenziale dovrebbe essere dettato dalle caratteristiche di questa molecola e dei suoi congeneri: persistenza ( emivita della TCDD nell’ uomo da 7 a 11 anni, nel sottosuolo fino a 100 anni), assunzione per via alimentare, bioaccumulo, biomagnificazione ed eliminazione attraverso il latte materno.
Dai dati di letteratura la contaminazione da parte di diossina e similari nel latte materno varia dai 3.2 ai 15.2 pg/g di grasso ed in un recente campione di latte di donna bresciana, al 3° mese di allattamento, sono stati ritrovati ben 30 pg/g di grasso. Giova ricordare che la normativa in ambito alimentare su queste molecole per prodotti lattiero-caseari prevede un massimo di 3 pg/g. di grasso. Nel 1997 la TCDD è stata classificata dalla IARC come cancerogeno certo per l’ uomo (1A), ad azione multiorgano e rientra inoltre fra i 12 POP’s ( persistent organic pollutant’s) di cui nel 2001 è stato vietato produzione, uso e rilascio dalla conferenza di Stoccolma, sottoscritta da 120 paesi fra cui l’ Italia. Le principali fonti di produzione di queste molecole sono i processi di combustione a determinate T ed in presenza Cloro; secondo l’ultima edizione dell’inventario europeo delle diossine per l’Italia essi sono rappresentati in ordine decrescente da: combustione rifiuti (64.4%), acciaierie, incendi e traffico stradale (1.1%). Dal punto di vista tossicologico la TCDD rientra fra gli “endocrine disruptor” e le molteplici azioni sulla salute umana di questi agenti sono state anche di recente passate in rassegna (1, 8). Inoltre si stanno accumulando sempre più evidenze sulla possibilità di un danno trans-generazionale di questi agenti. Di recente ciò è stato confermato anche sull’uomo con i danni tiroidei nei bambini nati nella popolazione esposta a TCDD per l’incidente di Seveso.
Un secondo concetto, altrettanto importante, è che di fronte a molecole come la TCDD, la cui tossicità –ricordiamo-si misura in miliardesimi di milligrammi (picogrammi), non possiamo comunque pensare che valga ancora quanto affermato da Parcelso e cioè che “la dose fa il veleno”; in questo caso infatti, come sempre più sta emergendo dalla letteratura internazionale, non è la dose, ma il momento in cui la sostanza agisce che ne determina gli effetti ed il periodo dello sviluppo fetale e della prima fase della vita extra uterina appaiono cruciali per determinare lo stato complessivo di salute da adulti e non solo per quanto riguarda la cancerogenesi.
Per tornare alle evidenze epidemiologiche, è stata indagata. l’insorgenza di cancro mammario nella popolazione femminile di età inferiore a 40 anni al momento dell’incidente di Seveso, dosando la TCDD a livello ematico e si è evidenziato come la comparsa di cancro mammario sia correlata all’incremento di TCDD nel sangue. Ancora un'altra azione della diossina è la sua associazione con la traslocazione 14;18,. La traslocazione (14;18) rappresenta un evento cruciale nella linfomagenesi e la si ritrova in oltre il 70% dei linfomi NH centrofollicolari e con minor frequenza in altri istotipi. Essa, comunque, non può ritenersi patognomonica di malattia, in quanto presente anche nei linfociti circolanti di individui in buona salute.
Proprio da studi su popolazione in apparente buona salute esposta all’incidente di Seveso e su cui è stato effettuato il dosaggio ematico di TCDD, risulta che, mentre la prevalenza di individui portatori di linfociti con la traslocazione in oggetto è la medesima indipendentemente dal livello di TCDD presente nel sangue, la frequenza di linfociti “traslocati” circolanti è quasi 10 volte più alta nel gruppo con maggior dosaggio di TCDD , quasi che la maggior presenza di diossina comportasse una sorta di “facilitazione” all’ espansione del clone traslocato.
La correlazione fra esposizione a TCDD e patologie emolinfopoietiche è ben documentata dai dati recentemente pubblicati sulla mortalità a 25 anni dall’ incidente di Seveso: il Rischio Relativo di morte per patologie del sistema emolinfopoietico è infatti a distanza di 20 o più anni dall’ incidente nell’ area più inquinata ( zona A) pari a 5.38 (CI 95% 2-14.49).
Le patologie più coinvolte, in modo statisticamente significativo, sono: LNH (RR= 3.35) Mieloma Multiplo (RR=4.34) , Leucemie acute (RR=1.73). Non va dimenticato inoltre che anche il RR di morte per tutti i tumori è risultato nella popolazione della zona A statisticamente significativo e pari a 1.65 e ben sappiamo che la mortalità è un indicatore molto approssimativo dello stato di salute complessivo di una popolazione.
Se questi sono i risultati di un’esposizione elevata e concentrata nel tempo, quale quella che si è registrata per Seveso, non possiamo però trascurare il rischio correlato ad esposizioni relativamente basse ma prolungate nel tempo a diossine emesse da impianti di incenerimento.
I dati epidemiologici non mancano ed in particolare si documenta l’associazione con linfomi Non Hodgkin con Rischio Relativo per incidenza fino a 2.3 e con tasso standardizzato di mortalità (SMR) variabile da 111 a 184.2). Oltre ai linfomi NH vanno ricordati anche i sarcomi che vengono ritenuti patologie “sentinella” del multiforme inquinamento prodotto da impianti di incenerimento e sono stati correlati in particolare all’esposizione a diossine. Di grandissimo interesse, a questo proposito, risulta il recente studio sui sarcomi in provincia di Venezia che ha dimostrato un rischio di sviluppare la malattia 3.3 volte più alto fra i soggetti con più lungo periodo e più alto livello di esposizione ed ha evidenziato inoltre come il massimo rischio sia correlato, in ordine decrescente, alle emissioni provenienti rispettivamente da rifiuti urbani, ospedalieri ed industriali.
Inoltre, il 2 aprile 2008 sono stati resi noti i risultati della ricerca condotta da La Veille Sanitarie in Francia nella popolazione adulta residente in prossimità di impianti di incenerimento. I risultati preliminari erano stati presentati nel novembre 2006 ed avevano riguardato 135.567 casi di cancro insorti nel periodo 1990-1999 su una popolazione residente in prossimità di 16 inceneritori di rifiuti urbani attivi tra il 1972 ed il 1990. Lo studio aveva considerato l’esposizione a diossine valutate in diversi percentili ed i risultati preliminari, si sono ulteriormente rafforzate davanti a quelli conteggiati a marzo 2008 e non ancora definitivi. Si evidenziano infatti i seguenti incrementi: sarcomi: + 22%, linfomi non Hodgkin: + 12% in entrambi i sessi + 18% nelle femmine, cancro al fegato: +16%, mieloma multiplo: +16% in entrambi sessi e + 23% nei maschi e tutti i cancri nelle donne: +6%. Ricordiamo che anche lo studio condotto sulla popolazione di un quartiere di Forlì (Coriano) esposta a due impianti di incenerimento (rifiuti urbani e ospedalieri) aveva evidenziato gravi danni per la salute specie nel sesso femminile con aumento statisticamente significativo del rischio di morte per tutte le cause e soprattutto per tutti i tumori, rischio crescente e coerente con il crescere dei livelli esposizione a metalli pesanti: dal +17% al +26% al + 54% . In particolare è risultato aumentato e statisticamente significativo il rischio di morte per cancro alla mammella (RR= 2.16) , al colon (RR=2.47) , allo stomaco (RR=2.56).
Infine degni di nota sono gli studi di Knox in Gran Bretagna che anche di recente ha confermato che il più importante fattore di rischio di morte per cancro in età infantile è rappresentato dalla prossimità dell’abitazione a fonti emissive di agenti quali : particolato, IPA, benzene, diossine ed altro.
Conclusioni
A fronte di dati epidemiologici inquietanti che vedono in Italia un incremento complessivo di incidenza di cancro nelle donne, indipendentemente dall’ età dell’ 1% annuo e di cancro nell’ infanzia del 2% annuo, esattamente doppio di quanto si registra in Europa, ci
vengono in mente le parole di A. Einstein: “un uomo intelligente risolve un problema, un uomo saggio lo evita” e queste parole ci sembrano particolarmente azzeccate se pensiamo a ciò che comporta la crescente pratica dell’incenerimento dei rifiuti. E’ stato calcolato che con le previsioni diincenerimento previste complessivamente in Europa si andranno ad immettere, utilizzando le migliori tecnologie disponibili (BAT) e nel rispetto dei limiti di legge, quantità assolutamente non trascurabili di inquinanti: ben 500 gr ad es. di diossina e composti dioxin like.
Si pensi che solo in Emilia Romagna, situata all’ interno della Pianura Padana, in una delle 5 aree più inquinate del pianeta ed in cui si registra la più alta incidenza di cancro nelle donne, dalle circa 480.000 ton/anno attualmente combuste si andrà ad incenerire oltre un milione di ton /anno di rifiuti.
Dal momento che sono disponibili ben altre soluzioni per lo smaltimento dei materiali post-consumo, si ricordino infine le parole che Lorenzo Tomatis pronunciò per una audizione pubblica al Comune di Forlì sulla questione dell’ incenerimento dei rifiuti:
“ le generazioni a venire non ci perdoneranno i danni che noi stiamo loro facendo”.
| Reazioni: |
Da un commento anonimo...
Il comune di Grottaglie utilizza alcune lampade per l'illuminazione pubblica e degli uffici comunali a risparmio energetico, il consumo della carta e dei toner nei vari uffici è appena al di sotto della media nazionale... anche le caldaie sembrano a posto.
| Reazioni: |
mercoledì 29 ottobre 2008
La discarica? Non se ne parla. Alle domande? Non si risponde. Il marchio? Ancora non è stato conferito. Ma quanto manca? poco, di sicuro. Una volta dato, serve per apparire ciò che non si è sui giornali di famiglia. Il confronto? Chi l'ha visto? E si sprofonda sempre più nell'inquinamento e nell'assenza di democrazia. Date il marchio a questa dittatura distruttiva, e alla colletta per la società di consulenza partecipo anch'io
| Reazioni: |
martedì 28 ottobre 2008
COMUNICATO STAMPA di MEDICINA DEMOCRATICA
Un forte richiamo alla mobilitazione a sostegno delle lotte democratiche per la tutela della Salute a Taranto sono morte per inquinamento più persone che con le Torri Gemelle… la strage continua. Taranto è un'emergenza nazionale e, in questo momento, diciamo: "SIAMO TUTTI TARANTINI" in ricordo perenne di Giulio A. Maccacaro, Luigi Caretto, Nicola Lovecchio, Gabriele Bortolozzo, Roberto Negri, Augusto Puccetti, Lorenzo Tomatis, Vladimiro Scatturin, Ettore Ribaldi.
Il comunicato stampa integrale può essere letto cliccando qui
| Reazioni: |
lunedì 27 ottobre 2008
Intervento di Alex Zanotelli al Convegno di Medicina Democratica di Brindisi
SECONDA PARTE
| Reazioni: |
Agenda 21
Che faccia tosta, il Comune di Grottaglie. Domani, udite udite, incontro a Palazzo di Città. Ore 17,30, dibattito, convegno... scegliete voi il nome da dare a questo teatrino. Tra pupi e pupari, ad aprire i "lavori" ci saranno il sindaco Bagnardi e l'assessore all'ambiente Alabrese. Scandaloso. Eppure accade nel Comune delle discariche Ecolevante. Dei primi due lotti, sotto sequestro, e continuano a ricevere rifiuti di dubbia provenienza spargendo tutt'intorno il percolato che ormai deborda.E poi il terzo lotto: una nuova discarica su una condotta di acqua potabile. Niente vincoli. Neanche quelli idrogeologici e archeologici, assenti (o meglio cancellati) dagli atti pubblici, dalle autorizzazioni. Niente freni per un Comune che, in cambio di denaro, ha dato e continua a dare ad un'azienda privata la possibilità di incrementare i propri profitti con la mondezza distruggendo siti archeologici, vigneti, uliveti.
Un Comune che tiene nascoste le sue ordinanze per l'abbattimento dei capi di bestiame affetti da brucellosi (patologia diffusa tra le pecore di Grottaglie e san marzano e tra le bufale campane allevate nei territori avvelenati dalla Camorra).
Ecco, questa è solo una minima parte di ciò che accade in un Comune in cui tanti parenti stretti di consiglieri di destra e di sinistra ed assessori lavorano nel gruppo Ecolevante. Il gruppo che, oltre a gestire la discarica dirimpetto al centro di terapia per diversamente abili, ha messo le mani sullo sport (con la squadra di calcio) e sulle attività culturali o pseudotali.
Al centro di procedimenti giudiziari in cui si ripetono all'infinito parole tipo collusione, falso, abuso ed altro ancora, primo, secondo e terzo lotto continuano a distruggere il territorio mentre gli amministratori (eletti in campagne elettorali s finanziate dalla stessao Ecolevante) si fanno dare una specie di certificato da "città ecologista" da società di consulenza, per prendere in giro la cittadinanza in vista delle elezioni Provinciali, usando come al solito i mezzi di informazione locali.
E noi che facciamo?, staremo a guardare? Domani, ore 18, tutti al Comune. Anche perché, tra le altre cose, siamo stati pure invitati ufficialmente...
| Reazioni: |
sabato 25 ottobre 2008
......passeggiando per il paese.......

..... vista l'ormai manifesta volontà della maggioranza di dare il via libera alla piattaforma della UNIVERSAL SERVICE, qualcuno ha pensato bene di adeguare il logo della lista civica di Borsci & C. .....
| Reazioni: |
CS - MANIFESTAZIONE DOMENICA 9 NOVEMBRE A SAN MARZANO DI SAN GIUSEPPE
Giuseppe né con pericolose procedure agevolate della provincia di Taranto. La
cittadinanza non si fa ingannare. Ormai è tutto chiaro.
Questo progetto di piattaforma abusiva della Universal Service è in realtà un parcheggio per rifiuti speciali in pieno centro urbano, predisposto per accogliere 200 tonnellate al giorno di spazzatura. E' nato per fare ecoballe da bruciare in un futuro inceneritore. E' inoltre fonte di rifiuti per tutte le discariche di questo territorio, in particolare per il terzo lotto della discarica Ecolevante che proprio senza questa piattaforma non può portare a pieno regime la sua attività di traffico di mondezza.
Perciò, visti anche i rapporti già strettissimi tra l'azienda Universal Service e la stessa Ecolevante Spa (che in passato aveva presentato un progetto di piattaforma in tutto simile), visto il comportamento dell'azienda, che il 23/10/2008 ha presentato in Consiglio comunale un documento di fatto inutile tentando così di raggirare l'intera popolazione di San Marzano, viste le minacce simil-mafiose del dirigente dell'azienda Calzolaio all'indirizzo di un cittadino durante lo stesso Consiglio
comunale, il nostro no alla piattaforma della Universal Service non può che essere assoluto e senza condizioni.
Pretendiamo l'annullamento immediato di tutte le autorizzazioni fino ad ora concesse.
Le alternative proposte dai cittadini sono state come al solito ignorate.
Bocciate da un'amministrazione comunale che ha svelato il suo vero volto, la sua funzione al servizio del profitto di qualche imprenditore privato, Lonoce nella fattispecie, a discapito della salute collettiva e del futuro di questa terra già saccheggiata da tutti gli inquinatori, troppi per una provincia che da sola produce il 92 % della diossina italiana.
Una provincia dichiarata in emergenza ambientale nazionale. Questo non solo è il territorio più inquinato d'Italia, ma addirittura di tutta l'Europa Occidentale.
Da dati ormai ufficiali, è conclamata la presenza di diossina nel latte materno e nel sangue degli abitanti. Per la prima volta nella storia della medicina, qui un bambino già a 13 anni può ammalarsi di carcinoma rinofaringeo al pari di un fumatore incallito. E questo a causa dei veleni che respira ogni giorno, in questa terra, dove il nostro DNA si sta modificando, così come dichiara il primario di ematologia, dott. Mazza.
Insomma, il rischio sta diventando genetico. Questo inquinamento sta
condannando soprattutto le prossime generazioni.
E' perciò sempre più urgente l'impegno civile dei cittadini, volto ad una riappropriazione di dignità ed alla difesa della propria terra, del futuro nostro e dei nostri figli.
Basta a discariche, inceneritori e impianti per ecoballe.
Contro quest'altro ecomostro, scenderemo in piazza domenica 9 novembre 2008.
Partenza del corteo, ore 9 da piazza Milite Ignoto.
| Reazioni: |
venerdì 24 ottobre 2008
TARANTO...città necessaria?
La7 - MALPELO - PRIMA PUNTATA (1a parte)
La7 - MALPELO - PRIMA PUNTATA (2a parte)
>
La7 - MALPELO - PRIMA PUNTATA (3a parte)
La trasmissione Malpelo è online!
Seguitela e commentate nel forum dedicato a questa puntata:
| Reazioni: |
AGGIORNAMENTO...
| Reazioni: |
giovedì 23 ottobre 2008
mercoledì 22 ottobre 2008
Comunicato Stampa del Comitato per Taranto

Ancora uno scempio ambientale perpetrato ai danni dei tarantini, sull'onda mediatica dell'emergenza rifiuti.
Apprendiamo con sconcerto, infatti, l'annuncio del vicepresidente dell'Amiu, Nello De Gregorio, della riattivazione dell'inceneritore di Taranto prevista per la fine di novembre.
Le motivazioni ambientali, sanitarie ed economiche per rigettare l'idea dell'incenerimento come "buona pratica" per lo smaltimento dei rifiuti sono tantissime ed hanno portato i maggiori paesi europei e diversi comuni del nord-Italia ad attivare procedure di dismissione degli inceneritori in favore di tecnologie che non prevedono la combustione dei rifiuti e, soprattutto, di una capillare ed efficiente raccolta differenziata.
In sintesi, l'incenerimento dei rifiuti sviluppa fumi altamente tossici, contenenti diossine e polveri ultrafini estremamente pericolose ed impossibili da filtrare poiché molto più piccole dei famosi PM10.
Il problema delle nanopatologie, ossia delle malattie determinate da polveri sottili, fini ed ultrafini non può più essere trascurato, soprattutto in una città malata come Taranto.
Bisogna inoltre chiarire che l'incenerimento non rappresenta un'alternativa alla discarica: un inceneritore "a griglia" come quello di Taranto, infatti, produce almeno 200 kg di ceneri per tonnellata di rifiuto bruciato, che dovranno poi essere stoccate in discariche speciali con costi esorbitanti sia in termini ambientali che economici.
E' bene che i cittadini di un comune in crisi finanziaria sappiano che l'incenerimento è in assoluto la procedura di smaltimento dei rifiuti più costosa, con enormi aggravi sulla già altissima Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani, a tutto vantaggio dei gestori (in questo caso, l'Amiu).
Ciò che ci sconcerta di più, però, è la volontà di aggirare la normale procedura autorizzativa, cioè l'AIA, attraverso lo strumento dell'esercizio provvisorio. "L'Amiu è tranquilla, va avanti", afferma De Gregorio, con l'assenso dell'avvocatura della Regione Puglia.
Bisognerebbe ricordare a De Gregorio, che prima di ottenere la sua carica era strenuo sostenitore dalla raccolta differenziata e acerrimo nemico degli inceneritori, che l'AIA non è uno strumento nato solo per garantire le tutele ambientali ma soprattutto per permettere ai cittadini di portare nelle "stanze dei bottoni" le loro proposte e le loro obiezioni.
Sarebbe il caso che un'Amministrazione Comunale che cerchi realmente di segnare un punto di svolta nella storia della città di Taranto applicasse le migliori soluzioni a disposizione per risolvere il problema dei rifiuti, e non accettasse passivamente soluzioni obsolete, dannose e costose per la comunità. Le soluzioni ad alta tecnologia per lo smaltimento dei rifiuti esistono, e nessuna di esse passa attraverso l'incenerimento.
I paesi moderni investono nel settore dei rifiuti orientandosi verso il recupero che permette di creare, soprattutto in una realtà arretrata come quella meridionale, centinaia di posti di lavoro, trasformando letteralmente in oro ciò che l'AMIU vuole bruciare e spargere nell'ambiente.
Ci chiediamo come questa Amministrazione, nel pieno della battaglia per ottenere dalla grande industria il rispetto dell'ambiente e della salute, possa consentire l'attivazione dell'inceneritore ed accettare che la bocca dei cittadini venga ancora una volta tappata dalle "procedure semplificate" e per mere ragioni economiche.
Chiediamo quindi al Sindaco Ippazio Stefano, in qualità di massimo tutore della salute dei tarantini, di ascoltare la voce dei cittadini e di intervenire al più presto per bloccare l'ennesima "fabbrica dei veleni" nel nostro territorio.
Per il Comitato per Taranto
Peppe Cicala
Giulio Farella
Alessandro Marescotti
Angelo Miccoli
Piero Mottolese
Luigi Oliva
Antonietta Podda
| Reazioni: |
martedì 21 ottobre 2008
lunedì 20 ottobre 2008
Il cantone della satira
IL MIO AMICO FRANK
Questo articolo lo dedico al mio amico Frank. Un uomo dal cuore d’oro. Uno che non esiterebbe mai ad aiutare un amico con un prestito in 30 minuti al 20,33 % alla settimana. Davvero pensa che sia basso. Uno che si è fatto solo. Zappando la terra e raccogliendo pomodori. Dalle terre dei suoi fratelli. Frank è mio amico, non lo posso abbandonare. Quello che è successo a Frank non ha paragoni con nessuno se non con Ciro Liuzzi. Frank emigra. Negli anni ottanta fugge da questa terra a lui poco amica e si trasferisce a New York. Diventa protestante. Perché alla moda e conveniente con le istituzioni americane. Cambia il suo nome in Frank Horse. Arrivato lì, dopo un mese ha il suo primo lavoro, in America si può fare, il suo contratto è di tre mesi non retribuiti. In futuro si vendicherà per questo trattamento con i suoi dipendenti. Il secondo contratto lo vede per un anno a pulire le stalle di un banchiere. Frank è felice. E intanto entra a lavorare in banca. Non ama troppo fare il cassiere così ne diventa il presidente grazie ai soldi che nel pomeriggio guadagnava raccogliendo pomodori. Frank è felice. Si laurea. Con Cepu. Ma arrivò la crisi. Nessuno voleva le sue fideiussioni e assicurazioni. Decise di fuggire, tornare in Italia e berci su. Per questo, si acquistò dallo zio di Dr House una cantina. Gira e rigira il cavallo si morde la coda. Abbandona i protestanti. E inizia la loro persecuzione. È qui che ha subito i danni peggiori. In poco tempo diviene presidente non di una, né di due, nemmeno di tre bensì di mezza banca rurale. Di suo cugino. Zio Frank è felice. La sua famiglia è felice. Ci mancherebbe. Frank intanto continua a bere. Ma non il suo vino. Aveva scoperto che era al metanolo. Cazzo. Frank Horse si trova nella merda. Preoccupato in caso lo denunciano, progetta la nuova cantina. In tutta fretta inizia a scavare. E per paura di essere scoperto, dato che è evidente che è innocente, inizia così a buttare nelle fondamenta quello che man mano scopre. Per prime le bottiglie di vino al metanolo. Continua con l’amianto. E c’è chi lavora per questo. Ma non viene pagato. Frank non vuole sporcarsi le mani con il lavoro sporco. Lui è innocente. Ma l’impresario si autodenuncia e racconta tutto al commissariato di Grottaglie e al maresciallo cattolico del paesino (di cui non ricordo il nome) ma non lo ascoltano. Frank era innocente. Ma il maresciallo cattolico vuole indagare. Capisce che qualcosa può venir fuori. Indagini a tempo perso. Decise di incontrarlo. Era incazzato. Aveva poco tempo perso. Non poteva indagare. Suo figlio però aveva più tempo perso e poteva indagare lui. Frank capì tutto. Il maresciallo voleva incastrarlo. Frank allora per mostrargli quanto era innocente assunse il figlio del cattolico. Alla cantina. Intanto scoppiano bombe qua e la. Crediti e debiti a destra e sinistra. Banche su e giù. Frank sapeva che sotto la panca la capra crepa e sopra la banca Frank campa. Lui sa tutto. Anche della conduttura dell’acquedotto che sta a due passi. Erano diventati così amici che tra loro si instaurò un rapporto fraterno. Era un rapporto diretto. Tubatura e Frank. Acqua e cantina. Un rubinetto prima del contatore. Nessuno li vedeva o se li vedeva non li vedeva. Frank li inebria con gli scarichi che involontariamente precipitosamente e scivolosamente escono dalla cantina per andare nel terreno circostante. Proprio intorno al pozzo dell’acquedotto regionale. Acqua pronta per innaffiare le viti. Che profumo. Frank intanto cresce. E un cavallo senza cauboi è come una piattaforma senza inceneritore. Frank sorride. La banca fa fumare. E fa fumare anche gli inceneritori, basta bruciare qualche soldino dei nonnini. E sorride con Don Lino Munnezzaro “o cauoboi” (baciamo le mani). Lui farà anche i pacchi da fumare. Che sballo. La zona industriale che fuma. Zona franca. Frank ama tutto, anche il teatro dei burattini. Ne ha sei o sette che si diletta a manovrare. Gli grattano anche il culo con il naso. Ma qualche volta sbagliano. Aih! Frank è un uomo sincero. Se lo trovate per strada non spaventatelo. È innocuo. Non ama il fieno, ma la grana. È un giocherellone. Ama farsi accarezzare. Soprattutto da Dr House e da don Lino Munnezzaro (baciamo le mani). Due cuori in una giacchetta. Un amore che è ormai sbocciato. Nessuno separi ciò che Dr House ha unito. Nemmeno il cattolico.
Nessuno tocchi Frank. Altrimenti si arrabbiano.
In piedi. Preghiamo. La satira di Quentin Minchiarelli non è la voce del presidio bensì la voce strozzata dei cittadini. Amen. Nel nome della santissima trinità Frank, dr House e don Lino Munnezzaro (baciamo le mani) andate in pace.
| Reazioni: |
I M P O R TA NTE . . . . .
Intanto il Presidio Permanente No Discariche questa sera è a San Marzano. Siete Tutti invitati!
| Reazioni: |
Buon lunedì
Da qui a giovedì, il presidio sarà ogni sera in piazza Milite Ignoto a San Marzano. Obiettivo: impedire l'apertura della piattaforma della Universal Service.
Così com'è autorizzata, la piattaforma è un parcheggio per rifiuti speciali in pieno centro abitato, sulla strada per Sava. Serve per incrementare il traffico di rifiuti nelle discariche della zona (Ecolevante e Vergine su tutte) ed è la premessa per nuovi inceneritori.
L'annullamento di tutte le delibere di autorizzazione a questa struttura che tra l'altro è abusiva è necessario. Ma c'è la volontà da parte del Comune di San Marzano? Pare proprio di no. Sembra che invece ci sia la voglia di prendere in giro parlando di "paletti", prescrizioni, documenti congiunti, accordi col gestore ed altre amenità simili: carta straccia rispetto ad una delibera del 2005 (affinata nel 2007) che dà il nulla osta a Lonoce, vicino di Ecolevante, per fare ciò che vuole con ecoballe e materiale da incenerire. Perciò il presidio sarà in piazza ogni sera.
conferma del sequestro del primo e del secondo lotto. Altro che discarica controllata... Ora però il sequestro intralcerà le necessarie opere di bonifica? Sarebbe una truffa nella truffa se i sigilli 8che ancora non sono stati posti) siano un modo per chiudere una discarica già piena senza quella gestione post-operativa, necessaria per evitare ulteriori danni ambientali ma onerosa per il gestore Ecolevante.
Proprio al primo lotto della discarica Ecolevante si è verificata ieri una cosa gravissima: fuoriuscita di un liquido schiumoso e denso da un sylos. E' percolato? Alla polizia è stato impedito l'accesso alla discarica. E così gli agenti hanno dovuto controllare dall'esterno questo fenomeno impressionante. Oggi dovrebbero partire i controlli. Come al solito i gestori ci hanno tenuto a dire che è tutto sotto controllo (?) ma intanto stamani c'erano alcuni tecnici con Settanni proprio davanti ai sylos da cui ieri fuoriusciva una schiuma quasi certamente tossica.
Oggi in tribunale, altra udienza del processo "Terzo lotto". Ecolevante e Provincia insieme, inquisiti. Abuso in atto d'ufficio e violazione delle norme ambientali, questi i reati ipotizzati, mentre il Pubblico Ministero parla di collusione, così, senza mezzi termini. Praticamente, per autorizzare la discarica sono stati falsificati gli atti pubblici, con cancellazione di vincoli, di siti archeologici, di un centro di terapia per diversamente abili e di una condotta di acqua potabile, che si trova proprio a ridosso della discarica ma che è scomparsa dagli atti pubblici. rguardo a questo, nuovi aggiornamenti, oggi, su questo blog, e stasera appuntamento nella piazza centrale di san marzano. Assemblea, ore 20 circa.
| Reazioni: |
sabato 18 ottobre 2008
ADESSO CHIEDANO SCUSA AI CITTADINI!!
| Reazioni: |
PIATTAFORMA UNIVERSAL SERVICE SNC
NÉ DAL CENTRODESTRA NÉ DAL CENTROSINISTRA
Per noi, maggioranza ed opposizione sono ugualmente responsabili di questo progettato parcheggio di monnezza ed ecoballe in pieno centro abitato.
Questa piattaforma, abusiva, va solo a vantaggio delle discariche della Ecolevante, di Vergine e dei progettati inceneritori, oltre ai due già esistenti.
Perciò il nostro è un no chiaro, senza condizioni, senza se e senza ma.
CHIEDIAMO
1. Che venga disposta, senza il bisogno di una nuova comunicazione di avvio procedimento, una nuova ordinanza di demolizione in cui vengano indicate correttamente le particelle da abbattere.
2. Che la Universal Service snc RITIRI il progetto e RINUNCI al VIA.
3. Che concordemente con l'amministrazione comunale la ditta RINUNCI al trattamento dei rifiuti in progetto dando la possibilità al consiglio comunale di deliberare a favore solo per i rifiuti da avviare a riciclo e non per la realizzazione di CDR.
4. Che l'amministrazione comunale ANNULLI in consiglio comunale la delibera n.119 del 26.09.2005.
Ogni decisione differente da parte del Comune di San Marzano, rappresentato dalle forze politiche, è da considerarsi come atto di ulteriore disprezzo verso questo territorio oltre a denotare incompetenza o collusione.
Difendiamo la nostra terra con ogni mezzo necessario. Difendiamo la nostra salute ed il nostro futuro.
No a discariche, piattaforme ed inceneritore.
| Reazioni: |
| Reazioni: |
venerdì 17 ottobre 2008
Aggiornamenti
| Reazioni: |
Grandi manovre al I e II Lotto Ecolevante
| Reazioni: |
ATTENTI AL VENERDI' 17
Il Presidio Permanente No Discariche è contrario:
1 – perché questa piattaforma è l'anticamera dell'apertura di un altro inceneritore
Perciò, il nostro no è netto e senza condizioni. Ogni delibera di autorizzazione a questo progetto deve essere annullata. Ogni decisione differente da parte del Comune di San Marzano è da considerarsi come atto di ulteriore disprezzo verso questo territorio.
Contro discariche, piattaforme ed inceneritori. Contro ecomafie e collusioni tra politica e criminalità.
Difendiamo la nostra salute, la nostra terra, il nostro futuro, con ogni mezzo necessario.
| Reazioni: |
giovedì 16 ottobre 2008
Informazioni dal Palazzo in Festa
Di MATTEO CAVA (giugno 2008)
TORTORA – Poste sotto sequestro due vasche per la raccolta di rifiuti nell’impianto della località San Sago a Tortora, lungo le sponde del fiume Noce.
L’operazione effettuata ieri dai carabinieri della compagnia di Scalea, agli ordini del tenente Vincenzo Falce, si inserisce in un vasto controllo legato alla tutela dell’ambiente. Il servizio è stato effettuato in collaborazione con le speciale Noe, Nucleo operativo ecologico, dei carabinieri di Catanzaro e con il supporto del Corpo forestale di Tortora e Paola, guidato dal maresciallo Gaetano Torchia. L’azienda indagata è la Ecologica 2008 che, secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, gestisce l’impianto di San Sago, non nuovo ad indagini e situato in una posizione delicata perché a poche centinaia di metri dal fiume Noce, quasi al confine con la Basilicata.
Le indagini dei carabinieri hanno portato a verificare un traffico, definito anomalo, di mezzi pesanti che vanno a scaricare i rifiuti nelle vasche dell’impianto.Il controllo di ieri dei carabinieri e della forestale ha portato a scoprire la presenza di ben due vasche per un totale di 473 metri cubi contenenti rifiuti speciali, classificati come pericolosi. L’impianto, pare sia autorizzato a smaltire rifiuti speciali, ma i carabinieri hanno fatto presente ai responsabili dell’azienda che quelli contenuti nelle due vasche erano risalenti al 2005. La legge stabilisce invece che al massimo, il materiale in questione, può sostare sei mesi nelle vasche di decantazione, poi deve essere trasportato in altri impianti adatti al definitivo smaltimento.
Al termine dei controlli effettuati sono stati apposti i sigilli in due strutture all’interno dell’impianto: una vasca grande da 428 metri cubi e una più piccola da 65 metri cubi. Il responsabile dell’azienda è stato denunciato all’autorità giudiziaria. Nell’aprile del 2002, lo stesso sito era stato posto sotto sequestro dalla magistratura paolana. In quella data a gestire l’impianto era un’altra azienda. Vennero posti sotto sequestro mezzi e attrezzature per tre milioni di euro, e furono sigillate tutte le vasche di decantazione con un totale di tredici persone indagate. L’operazione dei carabinieri, molto più vasta perché aveva interessato più regioni, venne denominata ‘’Econox’’. In quella occasione avevano collaborato: il nucleo provinciale di Cosenza, la compagnia e il nucleo radiomobile di Scalea insieme ai nuclei operativi ecologici di Napoli, Roma e Reggio Calabria.
«Un luogo tranquillo – affermarono in quella occasione i magistrati – trasformato in una discarica a cielo aperto con i rifiuti provenienti da tre regioni, oltre alla Calabria anche dalla vicina Campania edal Lazio». La stessa operazione Econox portò al sequestro di ben quaranta veicoli, intestati a ditte con sede a Palestrina, in provincia di Roma, Nocera Inferiore in provincia di Salerno e Scalea; tutti mezzi impiegati per il trasporto e per il compostaggio dei rifiuti. L’inchiesta era stata avviata in seguito al semplice fermo di un carico di rifiuti speciali, nell’estate del 2001. I carabinieri, dopo aver seguito il mezzo, avevano sorpreso l’autista a smaltire i reflui in un appezzamento di terreno nel Comune di Tortora, vicino al fiume Noce.
Le associazioni ambientaliste più volte hanno denunciato la particolare posizione di quegli impianti che, anche se a norma e regolarmente utilizzati, sono posizionati in un luogo che dal punto di vista ambientale è incantevole e che, a giudizio delle associazioni stesse, non merita di essere maltrattato.
Fonte http://www.blogtortora.it/?p=275
Di chi è la Ecologica 2008? Ma di Pasquale Lonoce alias “Giacchetta”. Guardate un po’.
DAL REGISTRO DELLE IMPRESE
| Denominazione | ECOLOGICA 2008 - SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA O IN FORMA ABBREVIATA ECOLOGICA 2008 - S.R.L. |
| Sede legale | S.P. 86 KM. 8,900 + 500 S.N. - SAN MARZANO DI SAN GIUSEPPE (TA) - 74020 - VIA PER SAVA |
| Altre sedi | |
| Attività | MANUTENZIONE RETI IDRICHE E FOGNARIE ESTERNI (ESCLUSO 46/90). |
ECOLOGICA 2008 - SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA O IN FORMA ABBREVIATA ECOLOGICA 2008 - S.R.L.
COSENZA
TORTORA
SAN SAGO - 87020
Tipo sede: SEDE OPERATIVA
Attività: MANUTENZIONI RETI IDRICHE E FOGNARIE (ESCLUSO L.46/90)
www.infoimprese.it
Per capirci. In quelle vasche è riversato il percolato che la Ecologistica Servizi s.r.l., dello stesso Lonoce, raccoglie dalle cisterne delle discariche della Ecolevante SpA. Un lavoro certosino.
| Reazioni: |



